Cielo del 1 gennaio 2026 solo pianeti noti
– Matteo Pavesi


Cielo del 1 gennaio 2026 con tutti i corpi celesti
– Matteo Pavesi
Negli ultimi mesi sono stato moto criticato anche se silenziosamente. Ho percepito questa vibrazione attraverso il comportamento dei miei soliti utenti che all’improvviso non hanno condiviso e scelto di leggermi o di seguirmi come hanno fatto invece per molto tempo. Avranno le loro ragioni e ci mancherebbe altro, ci sono astrologi più bravi di me in giro ma io ho le mie e qui provo a spiegarle.
– la ragione per la quale ho concentrato il mio lavoro sulla ricerca e sulle ipotesi interpretative dei nuovi pianeti non è un vezzo per distinguere il mio lavoro ma una necessità. Faccio un esempio molto semplice. Guardate la differenza fra il cielo del primo giorno dell’anno 2026 con l’inserimento dei nuovi corpi celesti (a sinistra) e lo stesso cielo con i soli pianeti noti che ci ostiniamo ad utilizzare, è proprio il caso di dirlo.
Da una parte una configurazione che ci permette di capire che ci attende un anno di trasformazione profonda legata al serpentario come spiego nel mio 2026 alla ricerca della luce. Nel secondo un cielo che è segnato dal sesquiquadrato (distanza di 135°) spesso sottovalutata fra marte e urano e nient’altro.
Allora il messaggio è chiaro, siete liberi di fare quello che volete e potete proseguire nel vostro percorso ma se desiderate scendere nel profondo dei simboli dovete uscire dalla vostra zona di confort e provare ad immaginare insieme a me quello che sta accadendo, percepito solo elevando la consapevolezza.
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